L’impegno per Fiera Milano e il filo conduttore si ripete.
Guardando a ritroso, analizzando gli incontri del passato e le casualità delle circostanze appare evidente di come Steiner, Aldo Calabresi, Bonini e Bob Noorda si ritrovino in circostanze diverse e disparate, ancora oggi, nella mia attività professionale.
Negli anni 70, quando frequentavo il liceo artistico a Milano, mi attirò una locandina della mostra di Albe Steiner, che ancora conservo come reliquia. Quando iniziai a lavorare in pubblicità conobbi Aldo Calabresi ed Ezio Bonini, due grafici puri, davvero stimati, che avevano già collaborato con Steiner, un trio uscito dalla fucina di Antonio Boggeri a cui si deve fondamentalmente la nascita della grafica moderna italiana.
Ebbi nel periodo di cambio di secolo un periodo d’insegnamento in una delle scuole in cui in passato avevano insegnato grandi grafici, tra cui anche Steiner.
Iniziai a lavorare per Fiera Milano per la parte illustrazione e realizzazione manifesti e comunicazione nel 1995, in passato avevo visto di sfuggita la nascita e battesimo del nuovo logo Fiera Milano, 1986, ad opera di Bob Noorda, nemmeno a farlo apposta, a distanza di 17 anni dovetti seguirne il restyling, ricostruendone a in un processo a ritroso la gabbia di struttura, nell’ambito della realizzazione della guida all’immagine coordinata del Gruppo Fiera Milano, potendo così seguire anche i lavori di costruzione del nuovo polo di Rho/Pero.
Ora si torna a parlare di comunicazione e realizzazione di manifesti per Fiera Milano, ritorna la proiezione della figura di Ezio Bonini che per almeno 20 anni seguì la realizzazione della comunicazione e dei manifesti di Fiera Milano. Casualità o filo conduttore; occasioni o predestinazione?
Appare evidente di come molti degli incontri fatti nella mia vita professionale poi tornino sotto forma di recupero, attraverso le commesse di lavoro, di esperienze vissute direttamente o per osmosi. La sequenza impressionante di figure professionali di rilievo avrebbero dovuto dare ai miei preventivi una marcia in più, in realtà, per la maggior parte dei committenti, quello che conta è solamente il preventivo e la possibilità di contenere il budget di spesa.


Una prima uscita in campo aperto di Marco Baroni nell’insolita veste di scrittore. Il libro diventa una prima realizzazione, un vero e proprio numero zero, che nelle intenzioni dell’autore dovrebbe servire da apripista per dar vita a un’intera collana di libri e manuali tecnici per trasmettere, diffondere, i trucchi, i segreti, i retroscena e sopra tutto la passione di un pubblicitario atipico per il disegno, punto di generazione del linguaggio universale, della creatività e della comunicazione. Cosa sarebbe l’uomo senza disegno? E ancora la pubblicità moderna senza disegno può trovare nuove forme di rinnovamento? La risposta è chiusa in queste 50 pagine in bianco e nero, rallegrate da alcuni disegni allegorici, on copertina e sovracoperta a colori, plastificata opaca.



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